Ascoltando le cicale

Simbolo della Provenza, regione in cui questo blog è nato, la cicala è anche protagonista di una celebre fiaba di Esopo in cui, dedita all’otium, si diletta a cantare tutta l’estate, mentre la solerte formica accumula riserve per l’inverno. Al sopraggiungere del freddo, l’avara formica nega il suo aiuto all’insetto canterino che muore di stenti. Ma chi è la cicala? Secondo un mito tramandatoci dal Fedro di Platone, le cicale erano originariamente uomini che la passione per il canto induceva a dimenticare qualsiasi altra attività, incluso il nutrirsi, destinandoli dunque a morte prematura. Fu così che le Muse diedero loro il privilegio di essere trasformati in cicale che avrebbero cantato tutta la vita senza dedicarsi ad altro.

“Ascoltando le cicale” è un piccolo omaggio alla lettura ed alla narrazione quali attività che trascendono la dimensione dell’utile, e che pur appartengono ad un diverso ordine di necessità in cui la nostra umanità trova radici e si dispiega.

Buona lettura,

Valeria

Foto di copertina:

Una cicala immortalata da Diego Guzman

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